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Secono piano
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RAY

«N-n-non fate così dai...» tentò di dire Ray dispiacendosi della rabbia dell'amica... anche se il fatto che stesse cercando in qualche modo di supportarlo gli faceva immensamente piacere.
«Non è successo niente... sono solo io che sono un po' petulante...» cercò di spiegarsi Ray sorridendo.

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Jean-Paul Beaubier, Northstar, Insegnante di lingue/mebro XSE
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Stalker lolita XD

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 25/11/2009, 23:28


"Matricola." rispose il ragazzo, osservando diritta negli occhi la sua interlocutrice, quasi dimentico dell'altro con cui il suo fidanzato aveva imposto di stringere amicizia. A sentire il secondo commento della giovine, si sentì un po' piccato.
"Non sono rigido, sono così di natura." fece, senza però scomporsi, seguitando a fissarla nei profondi occhi.
Qualcheduno iniziò a bisbigliare tra loro, osservando quelle tre matricole - erano quasi tutti convinti che fossero tre ragazze di straordinaria bellezza. Certamente attiravano molti sguardi, tutt'e tre vicini

 
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x'88
view post Posted on 3/11/2006, 15:37P_QUOTE

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KIT

Cassandra continuò a fissare quel ragazzo negli occhi, ma, al commento di Ray, le venne da sorridere...le ricordava tantissimo un cucciolo, quindi le dispiaceva se lui ci rimaneva male, gli si era già affezzionata...inoltre si era accorta degli sguardi che erano loro rivolti...'Ci mancava solo questa...ma che avranno da fissare?' pensò irritata...
Alla risposta piccata di Sherman si riscosse, le piaceva anche lui, purtroppo la sua rigida postura denotava anche una rigidità di carattere a quanto sembrava...<Sarà...> rispose a tono <ma per prima cosa ti rovinerai la schiena e inoltre tutto questo tuo gelo di certo non ti aiuterà con i rapporti interpersonali> continuò decisa...chissà quanto era spessa la sua corazza...
 
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Marriedan Black
view post Posted on 7/11/2006, 23:20P_QUOTE

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WHEELER E TREVEUR

Aveva appena lasciato i bagagli al custode quando si accorse che,effettivamente,c’era un sacco di gente ovunque. Sembrava che le persone sbucassero dalle mura per far confusione ed Eris lo sopportava di malavoglia seppure sul viso dolce rimanesse cocciuto un sorrisino educato e cortese;del resto non poteva aspettarsi altro e sembrava quasi sciocco a volere poco più silenzio.
-Ciao Treveur!- lo salutò un suo compagno e il ragazzo castano gli ripose con un sorriso luminoso,alzando la mano in sua direzione. Quando poi aprì la porta della sala mensa,l’orda di persone quasi lo travolse. –Ahm..per..permesso..-sussurrò gentilmente verso un paio di matricole ferme nel mezzo,spostando uno di loro con garbo e superandoli fino ad arrivare ad uno dei tavoli con poche persone nelle vicinanze. –Posso?- chiese verso il ragazzo seduto ,incrociando il suo sguardo che sembrava ovunque ma non lì.
Caesar sollevò lo sguardo dal nulla che stava fissando per posarlo sulla fonte di uno strano rumore che molti definiscono parola. "Nh?" mugugnò in direzione del ragazzo "Siedi pure..." gli rispose poi afferrando un povero biscotto ultra burroso che igoiò all'istante "... niente casini in stile host club o la pena sarà infernale... comunque Wheeler"
-Treveur Eris,piacere,anche io sono del sigma club..- rispose il ragazzo castano con un sorriso gentile stampato sul volto che non era intenzionato a sparire. Non che il commento del ragazzo,palesemente più grande di lui,non l’avesse confuso ,ma quasi nessuno sapeva che Eris era straordinariamente accomodante con chi gli sembrava una persona anche solo vagamente accettabile. – Sei all’ultimo anno,Wheeler?- continuò dopo una breve pausa in cui il ragazzo si permise di guardare tutti gli studenti dei dintorni,facendo leggerissimi cenni col capo a chi conosceva
"Nh..." fece annuendo alla dichiarazione di appartenenza al sigma del tale Treveur "sì ultimo anno, per fortuna... le matricole mi irritano. Il modo in cui mi guardano con i loro occhioni vitrei dal basso in alto. Non vedo l'ora di finire" altri tre biscotti ultra burrosi e marmellatosi sparirono "... tu Treveur? Non mi pare di averti visto all'ultimo party della Regina, strano tu sia nel sigma"
Eris lo guardò fisso per qualche istante,interdetto –Oh,no..sono tornato da poco in Inghilterra,vado dalla mia famiglia in Francia ogni estate - gli spiegò con tono pacato cercando in tutti i modi di nascondere lo spiccato accento straniero,seppure questo gli costasse molto…ormai si era radicato nella mente come le radici di una quercia nel terreno. –Poverini,sono smarriti,non dire così- rimbrottò trattenendo una risata al commento sui nuovi allievi,del resto anche loro erano stati altrettanto piccoli al primo giorno di università
"nh..." l'alto ragazzo annuì di nuovo bevendo in un sorso la tazza di caffè. "dovrebbero tirare fuori il coraggio. Non mangi? Che studi? Anno?" mugugnò a raffica mentre ingoiava altri dolci.
-Ho fatto colazione alle cinque,grazie,ma vedo che tu sei di buon appetito –osservò l’altro sorridendo serenamente,quindi,sentendosi quasi ad un’ interrogatorio ,rispose con educazione –Sono al secondo anno di medicina col professor Hopkins,tu cosa studi?-
"Mh" fu l'ennersimo monosillabò che Eris dovette ricevere da Caesar che continuava imperterrito a mangiare "Matematica, voglio diventare un professore. Supererò tutti questi incompetenti che ci insegnao cose inutili..."
“Non che sia una difficile impresa se tutti sono come il professor Leroy” pensò in una frazione di secondo il ventiduenne,ma quando si accorse di ciò,un rossore gli balenò sul viso armonioso –Vuoi insegnare..è una cosa magnifica- balbettò preso alla sprovvista,ma gli rivolse quasi subito un sorriso ammirato non appena ebbe realizzato meglio il concetto –anche se sembri piuttosto duro come professore- continuò pacatamente osservandolo con il dovuto rispetto..in effetti sembrava abbastanza autorevole per un ruolo del genere..
"L'importante è l'efficacia del metodo di insegnamento" rispose seccamente "la severità ed il distacco a volte sono utili per inculcare insegnamenti. Il rispetto è fondamentale" concluse saggiamente aggiustandosi gli occhiali sul naso.
Eris rimase qualche istante ad osservare i suoi occhi (che potevano essere definiti tanto fascinosi quanto distaccati) seriamente,ma infine si decise a lasciarsi sfuggire un sospiro rassegnato ed un sorriso comprensivo –Forse è come dici tu,Wheeler- comunicò con spiccato accento francese..avevano due modi completamente diversi di vedere le cose,ma non era detto che non si potesse creare un’amicizia stabile!
 
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view post Posted on 13/11/2006, 00:44P_QUOTE
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Stalker lolita XD

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LIT & ALEC

Lityus sbuffò, tirando via dagli occhi l’ennesimo ciuffo di capelli sottili finito davanti agli occhi. Avrebbe dovuto cominciare a usare qualche fermaglio, almeno per la frangia – e avrebbe potuto farlo, se non avesse in odio certi aggeggi, per lui appartenenti unicamente al mondo femminile.
“Per la mia schiena non c’è alcun problema, per le relazioni interpersonali idem.” Replicò, seguitando a sostenere lo sguardo dell’altra.

Tra le persone che miravano quelle tre matricole così graziose, stava anche una presenza di nero vestita, che un sorriso grande aveva dipinto in volto. Con passi sicuri camminò nella loro direzione con dietro la schiena delle rose rosse, scarlatte. Nessuno nella scuola sapeva chi e come gliele fornisse appena ne desiderava. Si vociferava in una specie di Quasimodo, o in un hobbit, o in un folletto – tutto era possibile, per uno che era trasmigrato dall’Ottocento. C’era anche chi sosteneva che avesse uno scomparto segreto nella schiena, ma quest’ultima ipotesi era totalmente ignorata.
Ignorando la cortina gelida che si era formata tra la bellissima ragazza dai capelli scuri e… la giovane? (no, dall’espressione era un maschio, le fanciulle non possedevano quel ghiaccio), dagli occhi color cielo, pronunciò, donando un modesto mazzo di fiori a Ray:
“S’intonano ai suoi capelli.” Fece, prendendogli la mano e baciandogliela.
Guardò poi Lityus e Cassandra, donando anche a loro le rose, baciando poi il palmo della loro mano.
“Incantevoli, tutti e tre. Siete creature incantevoli. Sono il Conte Bryant, piacere.” Si presentò poi, con un inchino.

 
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view post Posted on 17/11/2006, 16:03P_QUOTE
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RAY

Accetto la rosa che il sedicente Conte gli porgeva con una crescente temperatura corporea...
-Oddiohhh il baciamano nooooo!!!!- pensò raggelato dalle azioni sdolcinate e un po' troppo affettuose dello strano tipo.
"P-P-Piacere... Ray" gli porse la mano abbozzando un sorriso imbarazzatissimo -Ti prego fa che non capisca che voglio un altro bacio!- pregò mettendo la mano in modo che fosse chiaro che era uans tratta di mano che desiderava.

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Jean-Paul Beaubier, Northstar, Insegnante di lingue/mebro XSE
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view post Posted on 20/11/2006, 01:24P_QUOTE
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*Oh-mio-dio*
Fu l'unica cosa che Lityus riuscì a pensare (azione seconda all'isterico sfregamento del palmo toccato dalle labbra dell'illustre signor nessuno), le uniche tre parole che formassero una frase di senso compiuto che il giovine fu capace di mettere in fila alla vista di un idiota in completo da nonno che rifilava rose come pane - E DA DOVE CAVOLO GLI ERANO USCITE?
"Ray of light" sorrise l'idiota, stringendo la mano al ragazzo rosso (sia di capelli che di volto, oramai). Notando l'imbarazzo che l'aveva colto come neanche la peste medievale era stata in grado, preferì sviare le sue attenzioni sulla creatura azzurra.
*E che peste lo colga se osa toccarmi di nuovo*
Un'altra frase, educata e deliziosa come la precedente, più lunga ma ugualmente parto dell'altro ragazzo presente.
"Lei, invece..."
*Se mi dà della donna so io dove gli finisce la rosa*
"...come si chiama, grazioso fanciullo dai meravigliosi occhi profondi e taglienti?"
*...che DIAVOLO ha detto?*
Nei pensieri, Lityus era (forse) abbastanza logorroico, nonostante il fiume di parole s'interrompessero con l'inizio delle sue corde vocali.
"Sherman."
"Non ha nome?"
"Non ti riguarda."
Un brivido lungo 30 (trenta) centimetri e largo circa il doppio attraversò la schiena del conte che decise (per il momento, almeno) di lasciarlo perdere, per concentrarsi sulla spudorata bellezza dell'unica donna lì presente.
"Alec Aylwyn Bryant..."
*Quante ipsilon* pensò la solita mente.
"...per servirla, principessa."

 
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x'88
view post Posted on 20/11/2006, 16:38P_QUOTE

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KIT

Cassandra, quando si riscosse dallo stato di torpore nel quale era caduta, iniziò a passare lo sguardo dalla propria mano alle rose per poi osservare il pomposo nobiluomo...sembrava uscito da quegli scadenti romanzetti rosa che sua madre aveva il vizio di leggere...
Quando Ray balbettò il proprio nome si senti quasi in pena per lui...che bambino, dolcissimo, ma pur sempre un bambino...
La fece, invece, sorridere (quasi) la risposta secca e tagliente di Sherman, quel ragazzo era uno spasso e il suo sguardo gelido non era per nulla rassicurante.Si augurò, vivamente, che il nuovo arrivato non dicesse qualche cosa di sbagliato dato che Sherman sembrava pronto a sbranarlo...
Quando però "Alec Aylwyn Bryant" si rivolse a lei pensò seriamente di consigliargli un buon ospedale psichiatrico, senza scomporsi ne sorridere disse <Cassandra Garland> e con incredulità pensò *dove diamine sono finita? Ci mancava giusto lo skizzoide con il cilindro...*
 
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°*Gwyn*°
view post Posted on 22/11/2006, 18:22P_QUOTE

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CHARLIE

Charlie afferrò la sua borsa e chiuse la porta poi, voltandosi,si allontanò dal suo ufficio con passo sostenuto.
Mentre svoltava il primo angolo, alzò timorosamente il polso per lanciare una rapida occhiata all'orologio.
-accidenti!- mormorò tra i denti accelerando l'andatura.
Quella visita in presidenza era stata talmentente inaspettata e improvvisa che il giovane professore aveva totalmente perso la concezione del tempo, ed ora mancavano solo poche decine di minuti all'inizio delle lezioni; ma,nonostante quello fosse un problema non indifferente, ciò che lo preoccupava in quel momento aveva ben poco a che fare con l’orario.
Per quanto gli fosse difficile crederlo, e per quanto tutti sostenessero il contrario, le parole che poco tempo prima gli aveva rivolto il preside dimostravano senza alcuna ombra di dubbio che l'uomo ancora non si fidava completamente di lui.
Ancora adesso le severe raccomandazioni del preside continuavano a ronzargli fastidiosamente nella testa.
- ...Ricordati che è un favore quello che ti sto facendo...- Come se non lo sapesse...era stato l'unico preside ad accettarlo nella sua scuola, a dargli, come non mancava di ripetergli ogni volta che se ne presentava l'occasione, "una seconda possibilità".
-E’ solo perché mi fido di te,so che non ripeterai lo stesso errore...- Ecco, di questo ne era certo anche lui; sapeva benissimo di aver fatto degli sbagli in passato, e ripeterli non era decisamente sulla lista delle cose da fare.
-...Ma se ti vedo tentare di circuire una delle nuove alunne...- Charlie imboccò la rampa di scale sospirando sconfortato;di certo non lo aiutava sentire che il preside lo credeva un perverso pedofilo intento a traviare ragazzine innocenti…
Con passo svelto salì le scale e percorse il lungo corridoio del secondo piano fino a raggiungere l'entrata della mensa.
Ma mentre stava allungando una mano per afferrare la maniglia della porta, La chiusura della sua valigetta scattò inaspettatamente, facendola spalancare. In meno di poche frazioni di secondo, preceduto da un chiassoso fruscio, tutto il contenuto della borsa si riversò a terra.
Il professore atterrito si bloccò all'istante, ed abbassò lo sguardo verso il disastro che aveva appena provocato:
Un mare di fogli e foglietti, di cui qualcuno ancora svolazzante, giacevano sul pavimento e la borsa, che teneva ancora stretta in una mano, era impeccabilmente intatta e appariva quasi soddisfatta del risultato.
Charlie prese un profondo respiro e, dopo aver constatato che quella non era proprio la sua giornata, si chinò sui fogli per porre rimedio.
In fondo il danno non era poi grave...quei fogli erano "solo" il programma delle prossime due settimane....
L'uomo si sistemò gli occhiali sul naso cominciando pazientemente a raccogliere tutti i pezzi di carta sparpagliati sul pavimento quando improvvisamente avvertì uno sguardo su di se.
-Leroy...- Sibilò una voce maschile alle sue spalle. Charlie si girò lentamente,sebbene sapesse perfettamente a chi appartenesse la voce, e suo malgrado sorrise all'uomo che gli aveva appena parlato.
-Buongiorno Hopkins, tutto bene?-
Il professore di fronte a lui lasciò indugiare lo sguardo sulla massa di fogli sparsi con un misto di soddisfazione e malignità negli occhi
-Io si...tu piuttosto, mi sembri in difficoltà...- osservò senza riuscire a nascondere un sorriso beffardo. Era quasi palese che non avesse alcuna intenzione di dargli una mano e,dal canto suo, Charlie era disponibilissimo ad assecondarlo. Del resto non era così desideroso di essere in debito con la persona che meno lo sopportava in tutto l'istituto…
E perciò si limitò a rivolgergli un altro sorriso smagliante -Oh no...no no..sai..è che mi piace fare un po’ di esercizio fisico la mattina!...ma comunque sei gentile a preoccuparti...-
Hopkins scosse la testa sprezzante e,senza degnarlo più di uno sguardo, riprese a camminare, sparendo dietro la porta della mensa.
Charlie tirò un sospiro di sollievo e, non appena ebbe finito di raccogliere tutti i fogli,si rimise in piedi dandosi una rapida spolverata agli abiti. Poi, dopo essersi accertato che Hopkins fosse a una debita distanza da lui, entrò a sua volta nella sala.


 
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view post Posted on 27/12/2006, 19:10P_QUOTE
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Stalker lolita XD

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LITYUS & ALASTAIR

*Okay, basta.*
Lityus si alzò dalla tavola, spazientito, mentre l'altro cretino continuava, con insistenza deleteria per le orecchie, a riempire di frasi eccessivamente mielose alternate ad altre un po' più normali gli altri due. Non proferì parola (a suo avviso, aveva parlato fin troppo, quel giorno), semplicemente se ne andò, senza preoccuparsi che gli altri due se ne accorgessero o meno.
Uscì in corridoio. Non aveva neppure voglia di vedere Aerius, per quanto strano. Era talmente irritato - ma Dio lo scampasse nel rivelare le sue emozioni - da tutte quelle chiacchiere così... futilmente inutili, che ogni possibile voglia di vedere il suo ragazzo era sfumata.
Iniziò a gironzolare, senza voglia.
Bene, non aveva ascoltato (ubbidito) il consiglio (ordine) di Marbleck. Era davvero difficile per lui stringere amicizia, però.
*Mi dirà qualcosa se mi becca da solo?* si domandò, riempendosi la bocca d'aria finché le guance non ricordarono terribilmente quelle di un criceto.
Camminò a passi lunghi, lenti, ignorando il mondo esterno. Ma la sua figura lunga e sottile fu notata da qualcuno.

*Una donna una donna una donna una donna...*
Alastair ripeteva da circa dieci minuti lo stesso articolo indefinito seguito dalla stessa parola. Mentre camminava con le mani in tasca, in un atteggiamento molto poco professionale - era a scuola da nemmeno un'ora e già aveva metà camicia aperta e fuori dai pantaloni e la giacca scura totalmente sbottonata -, si accorse di quel che gli parse una ragazza molto bella, con lunghi capelli azzurri, tutta sola. Le si avvicinò, aggiustandosi capelli e vestiti. Si annusò l'alito - aveva già messo in conto il bacio.
"Ciao... sei una matricola?"
Lityus - la "ragazza"- alzò lo sguardo: il biondo, più alto di lui di una ventina di centimetri, aveva appoggiato la mano ad un muro, bloccandolo, come faceva di solito Aerius.
"Sì...?"
"Alastair Nye, professore", si presentò, carezzandogli il volto.
"Sì...?"
Guardò le dita lunghe con la coda dell'occhio soffermarsi ECCESSIVAMENTE a lungo sulle guance candide.
"Beh, pensavo che magari ti sarebbe piaciuto fare un giro per la scuola, per ambientarti insomma..."
"No...?"
Il diciannovenne non comprendeva che il docente ci stava spudoratamente provando con lui - questo perchè fermamente convinto che Lityus fosse una ragazza... insomma, quel viso delicato, gli occhi grandi, le membra sottili... di certo non denunciavano una grande virilità.
"Perchè no?"
"Me lo farà fare dopo Aerius."
"Hai il ragazzo?"
"Sì...?"
"Beh, possiamo non dirgli nulla..."
"...scusi?"
Alastair aveva preso tra le dita un ciuffo di capelli azzurri, cominciando a lisciarla con l'indice.
"Dai! Ci sono cose che si possono nascondere benissimo al proprio ragazzo..."
*Che frase da Aerius*, pensò subito l'alunno. Effettivamente quello strano individuo aveva qualcosa di molto familiare... qualcosa da... "Marbleck". Il modo di parlare, forse, o di atteggiarsi...
O il fatto che ci stava provando con lui?
Quest'ultima ipotesi non si conteggiava, però: l'estrema, a volte irritante, ingenuità del più giovane non gli aveva consentito di comprendere le intenzioni dell'altro.
"Tipo questa..."
Il diciannovenne non fece in tempo a capire cosa Alastair intendesse, che quest'ultimo aveva preso possesso della sua bocca.
L'insegnante fece appena il tempo a carpirne il sapore - dolce, lieve, di menta - che l'alunno lo aveva respinto con tutte le sue forze - che, a onor del vero, molte non erano.
"Non ci riprovi più.", disse, fissandolo negli occhi.
"Aaah, che carine le ragazze che fanno resistenza!!" replicò divertito l'altro, senza capire la serietà con cui il "piccolo" lo guardava.
"...ragazze?"
Ecco, per l'ennesima volta lo avevano preso per una lei.
"Guardi che io non sono una ragazza..."
"Ma dai, non sminuirti così solo perchè sei piatta... hai ancora tempo di crescere!!"
"...sono un maschio."
"Per Dio!"
Nye riprovò a baciarlo, beccandosi questa volta una ginocchiata in mezzo alle gambe.
"...che violenta...", soffiò dolorante. "Mi piacciono le ragazze combattive..."
"...non sono una ragazza, e sono fidanzato..."
"E quindi?!" replicò, sorridendo, il biondo.
"...aiuto..."

 
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view post Posted on 7/1/2007, 14:57P_QUOTE
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RAY

I nervi di Cassandra erano DECISAMENTE saldi! Pensò Ray osservando quasi a bocca aperta la sua presentazione al sedicente conte. Ad un tratto vide Lit alzarsi ed andarsene con indifferenza.. a quanto pareva non era poi tanto intimorito dal proprio fidanzato...
Poi però il "poveretto" si era imbattuto in uno strano tipo che flirtava palesemente, a ray vennero i brividi... Tuttosommato il conte era solo un po' stupidello quello là gli sembrava avere intenzioni non buone!
Ray si alzò a sua volta e rivolto a Cassandra disse... "Aiutiamolo!" e indicò severo con un dito il ragazzo dai capelli azzurri.

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